sabato 22 novembre 2008

Cor(r)i Cor(r)o anche per noi domenica

Passo questa mano ...

Confesso che domenica scorsa, dopo 2 settimane di stop anche a causa di qualche acciacco articolare, sono uscito la mattina presto per una corsetta in centro.
Una decina di km a ritmo tranquillo, 6min/km di media, con il non dichiarato obiettivo di testare la condizione generale a una settimana dalla maratona di Milano e, magari, tornare a casa con l’asso nella manica da giocare con una iscrizione dell’ultimo minuto…

Durante la corsa ho avvertito un po’ di fastidio alla caviglia che però ho associato a ruggine residua ancora da smaltire.
Invece sia nel pomeriggio che soprattutto in questi giorni, ho avuto qualche problema a camminare e guidare per una infiammazione al tendine d’achille della gamba sinistra.

Non sono un medico, ma credo di aver imparato ad ascoltare i segnali del mio corpo.

Il riposo sarà necessario, anche se spero per un breve periodo, e il ghiaccio e l'arnica medicine quotidiane per qualche tempo.
Credo quindi di poter affermare che la mia stagione 2008 si è conclusa con la maratona di NY.

Adesso è tempo di studiare il calendario 2009, decidere cosa fare a 43 anni, da grandi, e programmare insieme al gruppo, che spero cresca di numero, l’attività per l’anno prossimo.
Per quanto riguarda NY non sono mai riuscito a postare un vero commento dopo la maratona, vuoi per pigrizia o forse perché tutte le volte che ho iniziato a scrivere qualcosa, mi sono perso a ricordare quei momenti ad occhi aperti.
Il post di Cor(r)o, peraltro, meglio non poteva descrivere la "nostra" maratona, dalla sveglia alle 5 fino al rientro a tarda sera in albergo.
Se posso aggiungere qualcosa di personale, invece, il ricordo più forte è quello di aver corso tutti i 42 km con la sensazione di essere invincibile e la convinzione che lo scorso 2 novembre niente e nessuno avrebbe potuto fermarmi daVerrazzano a Central Park.

Dopo i primi 15-20 km poi, complice il fatto di essere partiti con l'utima ondata e di avere più o meno quarantamila persone davanti, ho corso con la sensazione di fare un percorso ad ostacoli o uno slalom verso il traguardo, dove gli ostacoli o i paletti da superare erano tutti quelli che mi correvano davanti.
Forse, nel delirio di onnipotenza che mi stava possedendo, ho visto veramente cartelli come quello della foto sotto e non mi sono solo sognato di incontrarli lungo la strada grazie allo straordinario incitamento della folla ai bordi delle strade, incessante dal primo all'ultimo metro della maratona.
Chi come Cor(r)o mi ha poi visto all'arrivo a Central Park, può a ragione ricordare come una banalissima bottiglietta di Gatorade ghiacciato, bevuta tutta d'un fiato dopo il traguardo, mi abbia riportato con i piedi per terra e alla mia condizione di uomo normale e quindi vulnerabile.
Ci vediamo domenica mattina per le strade di Milano a tifare Cor(r)o.
Tutti presenti, a parte Gobi, unico assente giustificato perché deve postare.
Ciao, fave.

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