lunedì 3 novembre 2008

WE DID IT!


Adesso sono gli altri due compagni di stanza che stanno dormendo e vi assicuro che non è facile prendere sonno qui dentro, ci vorrebbero i tappi per tamponare il rumore di motosega che si sente (e manca anche la mia in azione, speriamo di far dormire i nostri vicini di stanza...)

Sono ormai passate diverse ore dalla conclusione della ING NYC Marathon eppure – sembra incredibile a dirsi – ho ancora molta adrenalina in corpo e non riesco ad addormentarmi (non solo per il rumore).

Che giornata!
E’ impossibile raccontare tutto ciò che abbiamo vissuto in termini di sensazioni, suoni, colori, immagini, emozioni…
Non è possibile raccontare tutto ma nel contempo è bellissimo che non lo sia, perché certe emozioni fanno parte di quell’universo di ricordi personali che, credo, accompagneranno me e ogni partecipante per lungo tempo.
Questo è proprio ciò che rende la Maratona di New York un evento unico, la meta più ambita da ogni runner e al tempo stesso la Maratona più importante al mondo dopo quella delle Olimpiadi e che, non mi vergogno a dirlo, mi ha fatto piangere dopo il traguardo.

Credo un numero basti per descrivere che cosa abbiamo vissuto: per le strade si sono riversati 2,5 milioni di persone per incitare, sostenere, per urlare il nome dei partecipanti, per offrire il cheese cake o la lemonade fatta in casa, per “dare un 5”, per suonare la loro canzone, per urlare “Go, runners, go!”…

Ora che sono sdraiato sul letto con le gambe che mi fanno male e che sto per godermi il meritato riposo dopo una giornata così dura ripenso a quei 42 km e a quelle 4 ore e passa di corsa che mi hanno portato a gustarmi la soddisfazione di avere la collo la medaglia ufficiale: ne è valsa la pena, totalmente.



La soddisfazione di andare in giro per NY con la medaglia al collo e vedere gente che ti si avvicina di proposito per dirti “Congratulations, good job!” è davvero impagabile e giustifica il mal di gambe, le sveglie alle 6,30 di domenica, il freddo delle corse serali invernali e il caldo opprimente che tagliava il fiato di quelle estive, la fatica…

Nei prossimi 2 gg che ci separano dalla partenza per il ritorno cercheremo di goderci un po’ la città e i luoghi che, dopo questa giornata certamente diversa, torneranno al loro aspetto “normale” (per quanto possano definirsi normali i posti di questa città).

Vi faremo un resoconto dettagliato, fotografico ma anche filmato (solo in parte perché durante la corsa la batteria della videocamera mi ha abbandonato!).
Vi faremo vedere la copia del New York Times che riporta i nostri nomi e cercheremo di raccontarvi che cosa abbiamo vissuto.

Tuttavia non potremo raccontarvi tutto.
Certo, non ci si improvvisa a correre una maratona, ma noi siamo la dimostrazione vivente che lo si può fare non avendo più vent'anni, non essendo né atleti né avendo doti fisiche particolari ma solo con un po’ di volontà e di determinazione.
Mi permetto quindi un consiglio: per vivere i nostri racconti e le stesse emozioni, per percepire ciò che noi abbiamo vissuto, se solo avete una possibilità di farlo, allora venite a correre la Maratona di New York.

WE DID IT!

Ciao, Stefano.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Ste e Co....
vorrei solo spendere 2 parole per Roberto.
OK per voi, assolutamene non voglio sminuire quello che avete fatto , poco + di 4 ore siete stati Grandi, ma Roberto credo ancora di +. Meno preparato e corsa da solo ma con una volontà e determinazione da prima pagina del NY Times - Le sue 5 ore e rotti ne valgono la metà !!!
Tutti ve la siete sudata e guadagnata la medaglia ma Roby ancora di più !!
Fabio

Anonimo ha detto...

X Stefano. Ti ho letto, devo dire che ti ho riconosciuto praticamente in ogni riga, 6 sempre tu... La cosa mi ha fatto piacere. Complimenti x la voglia, la tenacia, l'avercela fatta, le emozioni e l'idea di condividere il tutto.
A presto.
#9

Anonimo ha detto...

Se aveste mangiato un cheese cake al terzo chilometro forse il resoconto sarebbe un po' diverso! :-)
Bravi davvero, un'impresa ai limiti delle possibilità umane vinta con tenacia e determinazione!

Fede

Anonimo ha detto...

42@43?

Anonimo ha detto...

La vostra straordinaria impresa merita tutti i miei complimenti. Adesso è il momento dell'euforia e dell'entusiasmo, e tutti stiamo applaudendo, chi con le mani dritte e chi con le mani a 45° l'una rispetto all'altra per fare più casino. Pazienza se tra poco per noialtri comincerà la via crucis di dover sopportare Fave che per un paio d'anni andrà in giro mostrando la sua medaglia in ogni occasione...
Una pacca sulla spalla a tutti e tre
Il campione di Risiko

Anonimo ha detto...

Carissimo campione di Risiko, pensa se oltre alla NY dovesse anche vincere questo campionato di fantacalcio...non lo terrebbe più nessuno!!!
A.C.Picchia

42at42 ha detto...

Congratulazioni!! L'avete fatto 42 @ 42, sto ancora cercando di raggiungere il mio obiettivo forse questo anno?

Marty
42at42.blogspot.com

Ho usato Google tranlate, spero che questo suona bene in italiano.