
martedì 17 novembre 2009
Sembra una barzelletta …

mercoledì 16 settembre 2009
Anche il tempo corre.

domenica 6 settembre 2009
Chapeau!

sabato 20 giugno 2009
Per una volta alla finestra
Stavolta alla finestra ci sono io, mentre Fave fra circa 4 ore sarà impegnato nella Mezza di Roma che partirà, orario inusuale, alle 23,00. Che dire? Beh, un po' di invidia c'è, correre nella capitale su un percorso che passa in tutti i luoghi più belli non deve essere male davvero...
Sarà per la prossima volta! Per il momento, non potendo essere per le strade a fare il tifo per lui, lo farò col pensiero.
Io mi consolerò – si fa per dire… – con un'uscita da 24 km domattina con Massimo. Percorso previsto, visto che non ci sono tapasciate interessanti, un giro nelle campagne tra Buccinasco, Assago e il Naviglio Grande.
Evvai Fave, né i sampietrini né i sette colli potranno fermare te e Spino...!
Ciao, Stefano.
mercoledì 17 giugno 2009
Calura
mercoledì 6 maggio 2009
And then there were 3!!!

Per quanto riguarda la mia corsa, sono giunto alla Mezza con un tempo di 2h11', assolutamente non paragonabile né a New York (2h05') né tantomano a Milano (1h59'), ma malgrado l'andatura lenta, Davide e il vento che, pur essendo fastidioso, consentiva di non percepire il caldo, ero già piuttosto stanco e non stavo benissimo: soffrivo di un malessere diffuso, con un po' di mal di testa a fare da contorno a una situazione fisica non brillante. Ma tenevo duro: dopo aver mollato Davide e gli altri del gruppetto, mi ero accodato ai 2 pace maker delle 4h30' e riuscivo a tenerli bene. Ma non avevo fatto i conti con la salita di Solfanuccio che si affronta intorno al 25° km: un tratto di circa 1,3 km in ascesa costante, che sembra non finire mai e per giunta affrontato con vento contrario. Ho dovuto mollare il gruppo delle 4h30' e fare da solo salendo molto lentamente perché ero proprio stanco e provato.
Fortunatamente, dopo S. Costanzo e un altro paio di salite brevi, si affronta un'altra lunga ma dolce salita che conduce su una collina dove si transita al 30° km e da lì il percorso subisce un brusco cambiamento: le verdi colline marchigiane lasciano il posto a un panorama mozzafiato sul mare azzurro del tratto tra Fano e Torrette e in lontananza cominciano a vedersi il centro e il porto di Fano.
Al di là della prestazione non brillante, la forma fisica non ottimale e il tempo finale ben lontano da New York e Milano ma che mi interessava relativamente, è stata una corsa stupenda: una bella giornata di sole spesa in luoghi bellissimi che mi hanno spesso fatto anche emozionare mentre correvo.
martedì 28 aprile 2009
lunedì 27 aprile 2009
Sempre caro mi fu quest'ermo colle (e questo mare)...
lunedì 20 aprile 2009
Scende la pioggia...

Bello il percorso, numerosi e ricchissimi i ristori, situati ogni circa 5 km. Nell'ultimo di questi, localizzato sotto l'arcata di un ponte sul Ticino a circa 3 km dall'arrivo, una tavolata imbandita degna più di un ricevimento nuziale che di un rifornimento per runner a corto di energie... un menu completo con bruschette di ogni tipo compreso il caviale e il paté di tartufo, funghi e verdure sott'olio, affettati misti, formaggi locali e poi una sezione di dolci che non avrebbe sfigurato nella vetrina in una pasticceria: biscotti da the, pasticcini, torte varie... il tutto "innaffiato" da diversi tipi di vini rossi e bianchi, prosecchi e bibite varie. Insomma, se non fosse che mancava poco all'arrivo mi sarei fermato a fare bisboccia con i numerosi podisti che sostavano al ristoro probabilmente avendo partecipato alla corsa conoscendone il lato gastronomico più che quello sportivo e naturalistico.
In definitiva una bella corsa, purtroppo rovinata dalla pioggia battente che non ci ha risparmiato neanche un secondo dalla partenza e per le tre ore successive. Conseguenza dell'acqua che cadeva copiosa fin dalla notte precedente il fango di cui era ricchissimo il percorso e che mi sono ritrovato dappertutto al termine della corsa; le mie povere scarpe nuove acquistate meno di un mese fa alla fine sembravano essere state indossate durante un'esercitazione di marines più che durante una corsa domenicale.
Per quanto riguarda il contenuto sportivo, 30,3 km corsi in 2h56'30" fanno una media di 5'50" che non è certo da buttare considerato il momento di forma non brillante e che mi hanno "fatto morale" in vista della sempre più vicina 42 km del 3 Maggio.
Domenica prossima il programma prevede uno "scarico" per non appesantire il fisico con una distanza di circa 15-18 km. Non sembrano esserci tapasciate interessanti in programma per cui è probabile che farò un paio di giri del "Verde Pisello" qui a Buccinasco.
Fave e Massimo dovrebbero essersi ripresi dopo gli acciacchi per cui spero di non dover affrontare da solo l'ultima fatica pre-Maratona.
Ciao, Cor(r)o
martedì 14 aprile 2009
Pain is temporary, pride is forever...

giovedì 9 aprile 2009
Countdowns...
Eppure sono lì a segnare il passo, a darci il tempo e a ricordarci a quali imprese saremo chiamati nei prossimi mesi.
Cominciamo a guardarli, ma non per sentire il peso e l'ansia della prestazione che si avvicina inesorabilmente bensì per percepire il tempo che passa e ci porterà a correre in luoghi bellissimi e carichi di storia e di fascino non solo dal punto di vista artistico e paesaggistico ma anche se guardati dalla prospettiva di noi runner.
-23 alla ColleMar-athon!!!
Ciao, Cor(r)o.
mercoledì 8 aprile 2009
Up's & down's
domenica 5 aprile 2009
Ecco la foto

sabato 4 aprile 2009
Ansia da debutto
E' vero, non è debutto, ma è debutto nel 2009.
Non è neanche la prima volta come a NY, ma è la prima volta in una mezza ufficiale.
Sono stati superati e dimenticati per tanti motivi i proclami della mezza fatta in meno di 1h42' (ma ci arriveremo ...)
Da quest'anno tengo una sorta di diario con descrizione degli allenamenti settimanali; solo una volta con 8 km a 5'47'' di media mi sono spinto sotto la soglia dei 6 min/km.
Mi fa quindi sorridere la tattica di gara che mi ha proposto in settimana Cor(r)o: "... Fave, direi di partire a 5'45'' e poi vediamo come butta ..."
Certo con solo due obiettivi dichiarati per la corsa, quello un po' snob di essere presenti alla Stramilano competitiva e non più a quella dei 50.000, e con l'altro, segreto, di scattare una nuova foto che possa sostituire quella del 2008 allegata, tutto può accadere.
Buona notte,
fave
domenica 15 marzo 2009
42@42 and beyond...
dopo 2 mesi dall'ultimo post eccomi di nuovo. Il tempo è sempre meno e l'alimentazione del blog è un po' scesa di priorità... Comunque, eccomi qua. Ora che fuori le temperature si fanno un po' più miti dopo questo lungo e incredibilmente rigido inverno, comincia a riaffiorare la voglia di uscire e di correre. Non che mi sia fermato, intendiamoci. Solo che da Gennaio in avanti sono uscito solo durante i week end e quindi mai più di un paio di volte a settimana e adesso, invece, occorre darsi da fare per arrivare preparati agli obiettivi del 2009, ormai - almeno per quanto mi riguarda - decisi.
Si va oltre, oltre il 2008 del debutto nella corsa e della New York City Marathon, della grande fatica per trasformarsi da sedentario a runner, delle sveglie di domenica alle 6 per non beccare il caldo, oltre il progetto 42@42 (che peraltro cambia il logo ma rimane inalterato nello spirito e negli scopi), oltre le tapasciate primaverili e quelle autunnali...
Si riparte da dove ci eravamo lasciati, con la voglia di rimettersi in discussione e di ripartire con altrettanto impegno e determinazione, decisi a raggiungere gli obiettivi 2009...
Quali? Cancellata per mancanza di preparazione e di allenamenti mirati la Maratona di Roma del 22/03, la vera stagione runneristica si aprirà con la Mezza di Vigevano il 29/03.
Da lì in avanti sarà un susseguirsi serrato di appuntamenti, di cui elenco i più importanti:
- 05/04 StraMilano agonistica (www.stramilano.it)
- 03/05 ColleMar-athon tra Barchi e Fano (www.collemar-athon.it)
- 31/05 Cortina-Dobbiaco (30 km) (http://www.cortina-dobbiacorun.it/)
- 27/09 Lago di Garda Marathon (http://www.lakegardamarathon.com/)
- 25/10 Venezia Marathon (www.venicemarathon.it)
- 22/11 Milano City Marathon (milanocitymarathon.gazzetta.it)
In mezzo tante tante tapasciate domenicali (già domenica scorsa abbiamo corso la prima della stagione a Gaggiano (21 km) e stamattina la seconda a Tavazzano (24 km).
Insomma, una stagione intensa e ricca di belle corse tra cui spiccano la ColleMar-athon, una 42 km tra le verdi colline marchigiane e il mare su strade che conosco bene e a pochi kilometri dal luogo dove sta un pezzo di cuore (Senigallia) e la Cortina-Dobbiaco, una splendida - a detta di chi l'ha corsa negli anni scorsi - 30 km immersa nelle Dolomiti.
Poi, da Settembre, il programma dice 3 maratone in 3 mesi. So che è molto ambizioso, vedremo se riuscirò a starci dentro. Confido nel fatto di potermi allenare bene durante l'estate, con un po' più di tempo a disposizione e condizioni meteo favorevoli.
Obiettivo neanche tanto sottaciuto, al di là di fare 4 Maratone in un anno, lo scendere sotto le 4 ore in una di queste: è un po' la vera prova del runner e ci voglio provare. Maratona candidata non la ColleMar-athon, dove arriverò non certo preparatissimo, ma la Maratona del Lago di Garda, dotata di un tracciato non proprio filante ma neanche difficile. Il periodo è ideale (27/09) perché il grande caldo dovrebbe essere terminato e spero di uscire dall'estate ben allenato e pronto all'impresa. Non dovessi riuscire lì, tenterò a Milano, dotata di un tracciato considerato "il più veloce d'Italia" perché privo di qualsiasi salita a parte i due cavalcavia di P.le Cuoco e P.le delle Milizie, peraltro brevi.
Per quanto riguarda la ColleMar-athon che si correrà a inizio Maggio l'obiettivo è arrivare in fondo senza grandi traumi: ho voglia di correrla perché si disputa sulle belle strade dell'entroterra marchigiano e passa in luoghi che conosco bene perché a due passi da Senigallia. Parte da Barchi, uno splendido paesino rimasto com'era nel Medioevo, dotato di una cinta muraria da cui si può osservare un bellissimo panorama che nei giorni limpidi comprende il mare, situato a circa 30 km. La partenza è a circa 350 metri s.l.m. ma il percorso si snoda tra i caratteristici saliscendi collinari marchigiani e transita a Mondavio, bellissimo paese/castello arroccato su una collina e poi a Orciano, S. Giorgio, Piagge, Cerasa, S. Costanzo per arrivare poi a Fano proprio al porto. Il percorso è difficile: è vero che il dislivello assoluto è di 350 metri in discesa, ma è pieno di saliscendi che rompono il fiato e le gambe. Va beh, ci voglio provare, è troppo l'affetto per quei luoghi per cui voglio a tutti i costi esserci; tra l'altro è la Maratona su cui si disputa il Campionato Italiano per gli Ingegneri, gli Architetti e i Geometri e quindi c'è una ragione in più per esserci. Non arriverò preparatissimo, ma non importa: obiettivo arrivare in fondo correndo senza subire grandi traumi se non, ovviamente, la stanchezza e il mal di gambe, tipici del dopo-Maratona.
Se per qualche ragione non dovessi riuscire a correrla, c'è la possibilità di "sostituirla" con la Night Marathon di Jesolo del 23/05, curiosa perché si corre in notturna con partenza alle ore 20.
Ok, mi sembra di aver detto tutto per il momento.
A presto, come al solito di corsa.
Ciao, Cor(r)o.
venerdì 2 gennaio 2009
Nuovo anno, nuovi obiettivi...

- Maratona di Roma del 22 Marzo - caldeggiata da me
- Cortina d'Ampezzo-Dobbiaco del 31 Maggio - caldeggiata da Fave e da me
- una Maratona di inizio Autunno (Venezia?)
Credo che per la maratona di Roma - ammesso di decidere di partecipare - sarò da solo: cade in un momento non particolarmente favorevole, che presuppone una preparazione invernale e per affrontarla con i giusti allenamenti, avendo nelle gambe il fondo giusto e avendo macinato i km necessari bisognerà iniziare con le vere sedute di allenamento non oltre metà Gennaio, cosa certamente non facile per il freddo, il poco tempo a disposizione, etc..
Per quanto riguarda la Stramilano Fave preme per darci come obiettivo di tempo finale 1h42', un po' per richiamare il progetto 42@42 e un po' per darci un target davvero molto impegnativo: significa infatti correre i 21,1 km del percorso a una media di 4'50"/km, cosa che in questo momento considero assolutamente fuori dalla mia portata.
E' altresì chiaro che Stramilano in 1h 42' e Maratona di Roma sono due obiettivi incompatibili per le due diversissime preparazioni che occorrerà impostare. Comunque staremo a vedere.
OK, mi interessava solo rialimentare con un post il blog: per il momento è tutto.
Auguro a tutti un 2009 brillante sotto ogni profilo e sempre più "DI CORSA"...
Ciao, Ste.
lunedì 24 novembre 2008
E sono 2...!
- 57'00" ai 10 km (media 5'42"/km)
- 1h 59'16" alla Mezza (media 5'38"/km)
- 2h51'49" ai 30 km (media 5'43"/km)
Ero lanciatissimo e stavo bene e addirittura nel retrocervello avevo anche un pensierino di chiudere sotto le 4h.
Ricontrollando i parziali del Garmin ho fatto un tratto (tra il 10° e il 18° km) a 5'30"/km ma "in scioltezza", senza nessun problema. Ma evidentemente lì mi sono "spremuto" troppo e l'ho pagata dopo.
E poi? E' successo che in tutto il tratto a partire dal 20° km, quando il percorso si è riimmesso sulla circolare (viale Tibaldi), e fino al 32° km compreso, spirava un vento gelido contrario alla direzione di marcia e intorno al 28° km ho iniziato a sentire crampi allo stomaco (probabilmente per il freddo) e le gambe che, piano piano, spingevano sempre meno. Ho cercato di mantenere una velocità intorno ai 6'/km ma progressivamente ho dovuto rallentare e ho corso gli ultimi 12 km in 1h27', tempo che neanche quando ho iniziato a fare 12 km di seguito (in Aprile di quest'anno) ho mai fatto.
In particolare gli ultimi 6 km sono stati una vera sofferenza: le gambe non ne volevano più sapere di andare e il cervello cercava ogni appiglio per suggerire un dignitoso ritiro. Ho dovuto fare appello a non so quali energie mentali per automotivarmi a non mollare e ad arrivare in fondo, anche quando mi si è parato davanti il tratto rettilineo di C.so Sempione che mi ha ricordato le vecchie Stramilano, quando pareva che quel rettilineo non dovesse mai terminare...
Sono comunque molto soddisfatto: correre 2 Maratone in 3 settimane è una cosa che non pensavo di poter chiedere alle mie povere gambe e poi, nonostante tutto, sono sceso sotto il tempo di NY e quindi un piccolo miglioramento c'è stato.
Credo di aver capito anche il motivo della stanchezza dal 30° in avanti: sono partito troppo forte e alla fine l'ho pagata. La prossima volta devo impormi di partire più lento e di finire in progressione, come ho fatto alla Milano-Pavia di Settembre: lì ero partito a 6'/km e avevo viaggiato a 5'55" fino ai 25 km per poi scendere a 5'45" dal 25° al 30° e a 5'35" negli ultimi 3 km ma con grande naturalezza malgrado i km fossero comunque molti (33).
Già, la prossima volta... Non so ancora quali saranno gli obiettivi del 2009, dobbiamo ancora discuterne con Fave, Goby, Massimo, Giò e chiunque vorrà aggregarsi.
Devo dire che per il fascino della città non mi spiacerebbe correre la Maratona di Roma il 22 Marzo, ma voglio avere un calendario completo delle gare del 2009 per poter decidere.
Per il momento posso affermare che il 2008, corsisticamente parlando, si chiude qui. E' stato un anno speso molto a correre e anche costato molta molta fatica fisica e mentale. Adesso è necessario un periodo di riposo e di scarico. Ciò non significa che smetterò completamente di correre, ma voglio farlo con maggior equilibrio e senza la "foga" che ha caratterizzato gli ultimi mesi. Un paio di uscite a settimana (una durante il week-end e una il mercoledì o il giovedì) mi consentiranno di non perdere la forma ma anche di non forzare e di ripresentarmi all'inizio della nuova stagione senza dover ricominciare tutto daccapo.
Continuate a seguirci sul blog: proseguiremo comunque il nostro viaggio DI CORSA...
Ciao, Stefano.
sabato 22 novembre 2008
Cor(r)i Cor(r)o anche per noi domenica
Passo questa mano ...Confesso che domenica scorsa, dopo 2 settimane di stop anche a causa di qualche acciacco articolare, sono uscito la mattina presto per una corsetta in centro.
Una decina di km a ritmo tranquillo, 6min/km di media, con il non dichiarato obiettivo di testare la condizione generale a una settimana dalla maratona di Milano e, magari, tornare a casa con l’asso nella manica da giocare con una iscrizione dell’ultimo minuto…
Durante la corsa ho avvertito un po’ di fastidio alla caviglia che però ho associato a ruggine residua ancora da smaltire.
Invece sia nel pomeriggio che soprattutto in questi giorni, ho avuto qualche problema a camminare e guidare per una infiammazione al tendine d’achille della gamba sinistra.
Non sono un medico, ma credo di aver imparato ad ascoltare i segnali del mio corpo.
Il riposo sarà necessario, anche se spero per un breve periodo, e il ghiaccio e l'arnica medicine quotidiane per qualche tempo.
Credo quindi di poter affermare che la mia stagione 2008 si è conclusa con la maratona di NY.
Adesso è tempo di studiare il calendario 2009, decidere cosa fare a 43 anni, da grandi, e programmare insieme al gruppo, che spero cresca di numero, l’attività per l’anno prossimo.Dopo i primi 15-20 km poi, complice il fatto di essere partiti con l'utima ondata e di avere più o meno quarantamila persone davanti, ho corso con la sensazione di fare un percorso ad ostacoli o uno slalom verso il traguardo, dove gli ostacoli o i paletti da superare erano tutti quelli che mi correvano davanti.
Chi come Cor(r)o mi ha poi visto all'arrivo a Central Park, può a ragione ricordare come una banalissima bottiglietta di Gatorade ghiacciato, bevuta tutta d'un fiato dopo il traguardo, mi abbia riportato con i piedi per terra e alla mia condizione di uomo normale e quindi vulnerabile.giovedì 13 novembre 2008
La nuova sfida...

domenica 9 novembre 2008
La cronaca dei 42 km della NYC Marathon

- La lunghezza del percorso: può sembrare paradossale, ma non lo è. Affrontavo 42 km per la prima volta, avendo fatto diversi allenamenti tra 33 e 36 km ma mai avendo raggiunto quella distanza. C'era quindi un po' di inquietudine nel non sapere come avrei reagito oltre la distanza raggiunta in allenamento e oltre il "fatidico muro dei 30 km" dove, anche a detta del Dr. Speciani che ci aveva intrattenuto durante il briefing tecnico del giorno prima, si esauriscono le scorte di glicogeno (gli zuccheri immagazzinati nei muscoli) e occorre quindi far ricorso alle scorte di grassi.
- La durezza del percorso: Speciani l'aveva detto il giorno prima e l'avevo anche letto più volte su diversi siti web, ma evidentemente non con la necessaria attenzione. "New York è una maratona durissima perché è praticamente tutta in salita". Per quanto questa affermazione sia un'esagerazione, occorre dire che le salite ammontano a più di 10 km di percorso e non altrettanti sono le discese. Si parte in salita per 1,6 km (Verrazzano Bridge) e si devono poi affrontare altri 4 ponti/cavalcavia tra cui il più duro è decisamente il Queensboro (al 26° km) con una salita di 1,5 km che sembra interminabile a causa del fatto che si corre sulla carreggiata coperta e il tetto crea una prospettiva distorta della pendenza del percorso. Ma non è finita: la 1st Avenue (dal 27° al 33° km) è un continuo saliscendi mentre il tratto di 5th Avenue che si percorre prima di entrare in Central Park (dal km 34 al 38) è in leggera ma costante salita. Insomma, non è certo una maratona "filante".
- Il contesto del percorso: New York è famosa non solo per il fatto che si svolge in una delle città turisticamene più ambite al mondo, ma perché lo straordinario contorno di pubblico e il folklore che si incontrano per le strade ti distraggono e non ti permettono di concentrarti sulla gara e sull'obiettivo di tempo che hai in testa.
Insomma, col senno di poi le mie aspettative erano un tantino esagerate.
Detto questo, ecco una cronaca della giornata e della gara.
Sveglia alle 4,30, colazione in stanza a base di marmellata, bagel, barrette energetiche, banane, etc.. Vestizione accurata e preparazione di tutti gli accessori (macchine fotografiche, videocamere, tabelle, etc.). Il pullman del Tour Operator è arrivato alle 5,45 e ci ha depositati a Fort Wadsworth alle 6,20. Temperatura polare, vento gelido che spirava dall'Atlantico e quindi, dopo esserci ambientati, ci siamo infilati le tute in Tyvek gentilmente procurate da Goby. Alle 9,30, dopo aver depositato i nostri sacchi sui camioncini dell'organizzazione, abbiamo iniziato a scaldarci e a fare un po' di stretching. Il sole, nel frattempo, aveva fatto capolino, ma la temperatura rimaneva molto bassa. Ci siamo quindi tenuti degli indumenti per proteggerci dal freddo sapendo che li avremmo gettati dopo la partenza.Partenza alle 10,20 nella Wave 3 ma abbiamo varcato la linea di partenza circa 12 min. dopo. Avevo nella tasca del marsupio in cui tenevo anche la videocamera e il cellulare un foglietto piegato con la tabella dei passaggi ai singoli km per raggiungere il tempo di 4 ore in cui avevo impostato il 1° km a 6'20"/km (salita del Verrazzano) e i successivi 2 a 6'00"/km. Fino al 9° km il passo doveva essere 5'50"/km, dal 10° al 24° 5'45"/km per poi scendere a 5'40" fino al 35° e a 5'30" dal km 36 al 40 con uno sprint finale di 2 km a circa 5'15".
Primi km in media. Dopo aver "mollato" già sul Verrazzano Roby che voleva impostare la maratona ai suoi (particolari) ritmi, Fave e io passiamo i 5 km in 30'05", 15 s sopra l'obiettivo e i 10 km in 59'25" contro i 58'50" del piano. Il ritmo era comunque buono, intorno ai 5'50"/km ma sopra il passo pianificato. Ai 20 km avevamo 2'20" di ritardo rispetto al piano ma personalmente stavo bene e non stavo soffrendo. Il passaggio alla mezza avviene su un ponte con una salita lunga circa 800 m ma molto secca e difficile perché le gambe cominciano a risentire dei km già percorsi. A quel punto il ritardo sulla tabella delle 4h era di 3'05". Malgrado mi stessi rendendo conto del fatto che l'obiettivo stava allontanandosi, stavo bene e contavo di poter accelerare nel finale e recuperare il ritardo accumulato che ai 25 km era salito a 4'.
Lo spettacolo intorno era quanto di meglio si potesse desiderare: fin dalla fine del Verrazzano Bridge, entrando a Brooklyn, avevamo capito cosa voglia dire la Maratona di NY e perché sia così famosa: il bordo delle strade brulicava di gente assiepata sui marciapiedi e pronta a incitare i partecipanti urlandone il nome, dando high five, offrendo da mangiare e da bere, oppure semplicemente applaudendo e urlando "Go, runners, go!!!". Fino al 25° km ho contato più di 100 band che suonavano per strada, dal gruppo heavy-metal al coro gospel passando per i rapper o gli hip-hopper e i cantanti folk che, con la loro chitarra, si esibivano sul bordo della strada con sistemi di amplificazione improvvisati.
Una menzione a parte meritano i bambini: numerosissimi, coloratissimi, sorridenti, pronti a urlare il nome o a dare il 5 in sequenza ai maratoneti che passavano sul bordo della strada. Davvero uno spettacolo nello spettacolo.
La cosa curiosa è che, attraversando Brooklyn e il Queens da Sud a Nord lungo la 4th Avenue (lunga circa 9 km), si incontrano quartieri popolati da comunità etniche diverse: prima gli afro-americani, poi gli ispano-americani, poi quelli che apparivano come europei (probabilmente irlandesi e italiani), tutti festanti e urlanti, poi gli ebrei-ortodossi nel loro quartiere dove invece non c'era nessuno ai bordi delle strade e dove regnava, in totale contrasto con una o due street prima, un totale silenzio.
Intorno al 26° km penso di poter collocare la svolta: avevo portato con me la videocamera e il cellulare che avevo messo dentro il marsupio perché volevo fare ogni tanto delle riprese. E in effetti avevo filmato qualcosa sia in partenza sia in un altro paio di occasioni. Al passaggio alla Mezza mi ero accorto che la batteria mi aveva abbandonato e avevo quindi deciso di non utilizzare la videocamera se non fino all'arrivo, ammesso che la batteria, come a volte succede, avesse recuperato un barlume di carica. Per non avere fastidio avevo girato il marsupio sulla schiena e l'avevo serrato notevolmente per non sentirlo sballottare, ma evidentemente l'avevo tirato troppo. All'uscita dal Queensboro (km 26) ho cominciato a sentire un po' di dolori di pancia che diventavano sempre più persistenti e fastidiosi. Ero disturbato dal fatto di non riuscire a trovare una soluzione: se allentavo il marsupio mi dava fastidio il suo sballonzolare, se lo tiravo sentivo i dolori alla pancia... Insomma, questo fastidio unito al fatto che la 1st Avenue con i suoi 8 km mi si parava davanti a perdita d'occhio mi hanno fatto venir paura di non farcela e le gambe, evidentemente, non hanno più risposto come avrebbero dovuto... Ho cominciato a sentire freddo e a percepire che le gambe non spingevano più come prima e ho dovuto rallentare per non rischiare di uscire in anticipo.
Ho detto a Fave di andare: stava bene, continuava a prendermi qualche secondo e facevo fatica a tenere il suo ritmo. Ci siamo salutati intorno al km 29, sulla 1st Avenue. L'ho visto scomparire tra la folla che correva davanti a me e, in quel momento, l'ho un po' invidiato...
Ho proseguito a ritmo più lento, intorno ai 6'30"/km: la 1st Avenue, interminabile con i suoi 8 km complessivi, ha lasciato il posto a un ulteriore ponte (il Willis Bridge) che immette nel Bronx, dove la Maratona transita velocemente, per meno di 2 km, quasi a voler evitare il quartiere che, più degli altri, gode di una fama non proprio rispettabile.
Dopo il Bronx e le sue comunità afro- e ispano-americane (anche qui festanti e urlanti), il percorso, dopo un altro ponte, rientra a Manhattan, ultimo borough della corsa. E lo fa dalla porta principale: ci si immette subito sulla 5th Avenue, nel suo tratto iniziale che transita ad Harlem. Sapevo che non l'avremmo più lasciata, ma non sospettavo che potesse essere così dura: prima di immettersi in Central Park per gli ultimi 3,5 km, il percorso è di circa 5 km tutto sulla 5th Avenue, e tutto in salita. Non è una salita ripida, ma essendo costante e continua e venendo dopo 35 km, spacca davvero le gambe, già ormai provate per lo sforzo precedente.
Ho davvero dovuto far ricorso a tutte le energie mentali disponibili per cercare di non pensare ai km mancanti e lasciandomi invece cullare dallo spettacolo di gente che ancora, imperterrita, urlava il nome dei partecipanti: "Go, Stefàno, go!!!" "You're looking good!!!" "Stefàno, you almost did it!!!" e così via, in un incessante frastuono fatto di urla, di musica...
Gli ultimi 3,5 km sono invece quasi completamente all'interno di Central Park, dove si entra attraverso un ingresso dal nome familiare, Engineers' Gate. Da lì in avanti il percorso è un continuo saliscendi dovuto alle formazioni di scisto che spesso affiorano in superficie e la folla diventa sempre più vociante e sempre più urla frasi del tipo "Stefàno, only 2 miles left from the glory!!!" "Stefàno, don't give up now!!!" (e chi molla? non ci penso neppure...!).
L'uscita su Central Park South (59th street) è la conferma che ormai si è arrivati: a quel punto manca solo 1 km e mezzo e l'arrivo è solo questione di minuti. Ho mantenuto un ritmo costante intorno ai 6'30"/km che mi dava sicurezza e mi sono ributtato nell'ultimo pezzo di Central Park entrandovi da Columbus Circle, dove tra l'altro c'era uno schermo gigante che riprendeva la parata multicolore dei partecipanti.
Il passaggio al miglio 26, circa 300 m dall'arrivo, non me lo ricordo: evidentemente la mia mente era ormai così proiettata all'arrivo che non mi sono accorto dell'enorme striscione arancione appeso al di sopra delle nostre teste.
L'arrivo è l'apoteosi: sono passato dall'arcata centrale, dove ho anche dato un 5 fortissimo a un addetto dell'organizzazione che stazionava a pochi metri dal traguardo.
Subito dopo l'arrivo a braccia alzate sono scoppiato a piangere come un bambino: probabilmente la tensione unita alla stanchezza, al fatto di essere finalmente arrivato dopo tanta fatica e al fatto di aver visto tante volte in foto quel posto dove in quel momento ero hanno giocato un brutto scherzo...
Dopo alcuni metri dall'arrivo ti mettono al collo la medaglia non facendoti mancare un incoraggiamento: "Good job, congratulations!" e poi, in rapida successione, ti consegnano la mitica coperta di alluminio che dovrebbe proteggere dal freddo ma che in realtà non serve quasi a nulla. Successivamente vieni rifocillato a base di Gatorade e di barrette energetiche Snickers. Poi, lentamente e sempre camminando, ci si dirige verso il camioncino dove, prima della partenza, si è depositato il proprio sacco degli indumenti. Il mio era stato trasportato, insieme a quelli dei pettorali da 48.000 a 48.999, su un camioncino che sostava a circa 2 km dopo l'arrivo.
Dopo circa 5 minuti dall'arrivo ho sentito una voce familiare "Coro...": era Fave che, arrivato 12 min prima di me, si era fermato lungo le transenne dopo la finish line. "Coro, cazzarola come sto male, ho bevuto un Gatorade freddo che mi ha schiantato lo stomaco...". Era effettivamente pallido e non particolarmente in forma. Ci siamo abbracciati e poi incamminati insieme verso i camioncini. L'ho visto riprendersi pian piano e ci siamo lasciati davanti al mio camioncino (il suo era 1 km più avanti...)
Sudato, infreddolito perché a Central Park il sole era già tramontato a causa degli alti edifici intorno, sono arrivato al camioncino che già battevo i denti. Lì una sosta interminabile di circa 40 minuti perché i sacchi erano inspiegabilmete stati mischiati e non erano più in ordine, unica pecca in un'organizzazione per il resto perfetta.
Se non ho preso una broncopolmonite in quel momento non la prendo mai più: avevo un freddo cane, battevo i denti come se fossi stato nudo al Polo Nord, ero stanco, non vedevo l'ora di coprirmi...
Il resto è cronaca del dopo: ho chiamato casa dove sapevano già tutto avendo attivato il sistema Fan Alert e dove mi ha risposto Sara che urlava come una matta...
Poi abbiamo aspettato Roby che è arrivato circa un'ora dopo di me e, dopo aver restituito il chip all'organizzazione, siamo usciti da Central Park per andare a prendere il pullman del Tour Operator che sostava all'altezza dell'81a strada, a circa 4 km dall'arrivo...
Poiché il nostro programma di viaggio era quello da "pezzenti" non prevedeva il rientro in albergo col pullman. Arrivati davanti al Roosevelt Hotel dove sono scesi tutti gli altri, da bravi Italiani abbiamo tentato di convincere l'autista a portarci in hotel per non dover prendere la metropolitana. "No way, you have to get off here!" è stata la sua seccata risposta... Siamo quindi andati a prendere la metropolitana alla Grand Central Station dove chiunque ci incontrava, vedendoci la medaglia al collo, ci faceva i complimenti dandoci anche una pacca sulla spalla: "Good job! Congratulations! How many miles did you run? 26? Oh my God, what a run...!!!" e così via in un susseguirsi di brevi conversazioni di questo tipo.
Siamo arrivati in hotel che erano le 18,30 e ci siamo subito buttati sul letto perché le gambe cominciavano a irrigidirsi. Abbiamo però rinunciato alla tentazione di piombare subito a dormire e, dopo aver fatto la doccia, siamo usciti e abbiamo terminato la giornata in un Burger King sulla 34th street, dove ci siamo sparati un Double Hopper che faceva paura tanto era grosso e pesante...
Beh, ritengo di aver scritto abbastanza: in realtà non l'ho fatto solo per chi poi si dovesse trovare a leggere la cronaca, l'ho fatto anche per me, per avere la possibilità di ripescare i ricordi dalla memoria fra qualche tempo. Rimarranno qui sul blog, scritti a imperitura memoria e chissà che un giorno non ci ritroveremo a rivivere un'altra NYC Marathon e questa cronaca non ci possa servire...
Scusate per la lunghezza del post, d'altronde ncessaria per raccontare anche solo una minima parte delle emozioni vissute.
A presto, con altre sfide.
Ciao, Stefano.
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