
Che giornata!
E’ impossibile raccontare tutto ciò che abbiamo vissuto in termini di sensazioni, suoni, colori, immagini, emozioni…
Non è possibile raccontare tutto ma nel contempo è bellissimo che non lo sia, perché certe emozioni fanno parte di quell’universo di ricordi personali che, credo, accompagneranno me e ogni partecipante per lungo tempo.
Questo è proprio ciò che rende la Maratona di New York un evento unico, la meta più ambita da ogni runner e al tempo stesso la Maratona più importante al mondo dopo quella delle Olimpiadi e che, non mi vergogno a dirlo, mi ha fatto piangere dopo il traguardo.
Credo un numero basti per descrivere che cosa abbiamo vissuto: per le strade si sono riversati 2,5 milioni di persone per incitare, sostenere, per urlare il nome dei partecipanti, per offrire il cheese cake o la lemonade fatta in casa, per “dare un 5”, per suonare la loro canzone, per urlare “Go, runners, go!”…
Ora che sono sdraiato sul letto con le gambe che mi fanno male e che sto per godermi il meritato riposo dopo una giornata così dura ripenso a quei 42 km e a quelle 4 ore e passa di corsa che mi hanno portato a gustarmi la soddisfazione di avere la collo la medaglia ufficiale: ne è valsa la pena, totalmente.
Nei prossimi 2 gg che ci separano dalla partenza per il ritorno cercheremo di goderci un po’ la città e i luoghi che, dopo questa giornata certamente diversa, torneranno al loro aspetto “normale” (per quanto possano definirsi normali i posti di questa città).
Vi faremo un resoconto dettagliato, fotografico ma anche filmato (solo in parte perché durante la corsa la batteria della videocamera mi ha abbandonato!).
Vi faremo vedere la copia del New York Times che riporta i nostri nomi e cercheremo di raccontarvi che cosa abbiamo vissuto.
Tuttavia non potremo raccontarvi tutto.
Certo, non ci si improvvisa a correre una maratona, ma noi siamo la dimostrazione vivente che lo si può fare non avendo più vent'anni, non essendo né atleti né avendo doti fisiche particolari ma solo con un po’ di volontà e di determinazione.
Mi permetto quindi un consiglio: per vivere i nostri racconti e le stesse emozioni, per percepire ciò che noi abbiamo vissuto, se solo avete una possibilità di farlo, allora venite a correre la Maratona di New York.
WE DID IT!
Ciao, Stefano.











